Iniziative contro la trattenuta del 2,5% sulla busta paga

La FLC CGIL ha deciso di avviare una campagna vertenziale contro la trattenuta indebita del 2,5% sull'80% della retribuzione operata a danno di quanti sono stati assunti nella Pubblica Amministrazione con contratto a tempo determinato o indeterminato dopo il 31/12/2000.
La nostra campagna non prevede nell'immediato l'avvio dei ricorsi per varie ragioni tecniche (valutazione dei tempi e dell'accoglibilità, specie al Tribunale di Bari, delle nostre rivendicazioni, contributo unificato superiore ai € 200 per molti dei ricorrenti) e, soprattutto, politiche: non ha senso illudere i lavoratori che sia possibile recuperare con una semplice azione legale una trattenuta applicata alla platea enorme di lavoratori pubblici assunti dopo il 31/12/2000 (il costo dell'operazione sarebbe di svariati miliardi di euro e che, in questa fase, è difficile che i giudici non siano sensibili al mantenimento degli equilibri). L'azione legale, peraltro, è piuttosto complicata, poichè la pronuncia della Corte Costituzionale di qualche mese fa è entrata nel merito delle penalizzazioni che ricevevano quei lavoratori che Tremonti (per risparmiare sulle liquidazioni) faceva obbligatoriamente transitare dal regime di TFS a quello di TFR (quella vicenda fu chiusa con una norma inserita nell’ultima Legge di stabilità della scorsa legislatura). Inoltre, oggettivamente, la restituzione e la cancellazione della trattenuta creerebbe una situazione piuttosto atipica: lavoratori inquadrati con identiche qualifiche verrebbero retribuiti in maniera differente, mettendo in discussione un robusto principio giuslavoristico di invarianza retributiva che la magistratura difficilmente rivedrebbe.  
Allo stesso tempo, però, non è possibile lasciare senza tutela i nostri iscritti e tutti i lavoratori: come al solito organizzazioni (para)sindacali approfittano di queste circostanze non solo per fare proselitismo, ma anche per lucrare e fa lucrare studi legali che, senza molti scrupoli, propagandano la possibilità di facili recuperi finanziari. Cominciano con l'offrire modelli di diffida (semi)gratuiti e arrivano spesso ad azioni legali dalle quali è difficile recedere (se non a prezzo di note spese dagli importi elevatissimi) e dai costi esorbitanti.
Anche per questo, oltre che per gli approfondimenti di merito che la FLC CGIL insieme al nostro ufficio legale ha svolto, abbiamo deciso di avviare la prima fase della campagna, fornendo gratuitamente e liberamente i modelli di diffida (diversi a seconda delle situazioni individuali) a tutti i lavoratori, evitando di farli incagliare in richieste di iscrizione ad altri sindacati e in falsi termini di scadenza (la prescrizione per questo genere di crediti è decennale!): l'invio della diffida al momento basterà a scongiurare la prescrizione del diritto a rivendicare la restituzione della trattenuta, rinviando a una valutazione più ponderata (individuale, ma assistita, se i lavoratori riterranno, dalle nostre strutture) la possibilità di presentare ricorso. Qui trovate anche una scheda illustrativa che fornisce le prime essenziali indicazioni su questa campagna e su quali e come compilare i modelli. Infine, abbiamo attivato un indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. al quale chi lo desideri può segnalare la propria diffida e la volontà di ricevere aggiornamenti e informazioni su questa campagna: creeremo un database che utilizzeremo per l'invio di notizie su tutte le iniziative (non necessariamente legali) legate alla vertenza.
Alle valutazioni di merito, come dicevamo, aggiungiamo quelle politiche: con retribuzioni bloccate, la cancellazione dell'indennità di vacanza contrattuale, la proroga minacciata del blocco degli scatti d'anzianità e dei rinnovi contrattuali senza alcuna possibilità di recupero, segnalare al prossimo governo e alla politica, anche con migliaia di diffide, che si è pronti ad utilizzare tutti i mezzi, compresi quelli legali, per riconquistare pezzi di salario che i lavoratori pubblici, già da tempo, sacrificano per il risanamento dei conti pubblici può aiutare la rivendicazione più generale di migliori trattamenti economici per i lavoratori della conoscenza pubblica.
Infine, l'occasione può essere utile per informare tutti i lavoratori interessati a questa campagna (la gran parte degli interessati avrà una pensione contributiva, quindi molto bassa rispetto all'ultima retribuzione) dell'opportunità di pensare seriamente alla propria situazione previdenziale e all'integrazione pensionistica. L'adesione ai fondi pensionistici complementari del pubblico impiego (Espero o Sirio) è una buona possibilità che, peraltro, consente di recuperare subito (senza aspettare l'esito delle azioni legali) una parte di quell'indebita trattenuta (col contributo dell'1% che versa il datore di lavoro, la detrazione dalla dichiarazione dei redditi).
Per quanti avessero necessità di ulteriori approfondimenti siamo come al solito a disposizione.